Il treno si arrestò di colpo.
«Prossima fermata: fine della linea» gracchiò la voce metallica.
Guardò l’orologio: fermo sulle 12:07.
Come il suo cuore.
La porta si aprì sull’abisso.
Sorrise. E scese.

Il treno si arrestò di colpo.
«Prossima fermata: fine della linea» gracchiò la voce metallica.
Guardò l’orologio: fermo sulle 12:07.
Come il suo cuore.
La porta si aprì sull’abisso.
Sorrise. E scese.

di Carla Abilitato
Un like. Un messaggio. Una voce gentile oltre lo schermo. Così comincia tutto.
Ma non è amore. Non è nemmeno follia. È qualcosa che dorme da secoli e ha trovato un varco.
Chiara, donna solitaria e riflessiva, crede di conoscere la solitudine. Finché non incontra Marco — affascinante, ambiguo, presente e sfuggente come un’ombra digitale. Il loro legame si fa sempre più vischioso, ma ciò che li unisce va oltre la carne e la parola: è un’entità che attraversa i corpi e i secoli, un Inhabitator antico, oscuro, che abita le crepe dell’anima umana.
Poke – Inhabitatum è un thriller psicologico e visionario, un viaggio nel lato più oscuro delle relazioni virtuali, dove la paura non nasce dai mostri, ma da ciò che inconsapevolmente accogliamo dentro di noi.
Tra sogni febbrili, presenze invisibili, frammenti di un grimorio maledetto e segreti sepolti sotto identità digitali, Chiara sarà costretta a guardare in faccia il vero volto del male — quello che si maschera da desiderio.
Ispirato al pensiero di Jung, agli abissi di Lovecraft, agli enigmi di Pessoa, Poke – Inhabitatum mescola il reale con il simbolico, l’horror con l’introspezione, fino a un finale che non si dimentica.
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